L’AI ha conquistato la sua cattedra nelle facoltà di giurisprudenza: non è più una materia opzionale, ma parte integrante della formazione dei giuristi del futuro.
L’obiettivo delle università è duplice: fornire competenze tecniche per utilizzare l’intelligenza artificiale in modo consapevole, senza rinunciare al rigore e al metodo del pensiero giuridico.
Sempre più atenei hanno introdotto corsi dedicati ad AI e diritto, unendo norme, strumenti pratici e laboratori sull’uso di LLM (Large Language Models, modelli di linguaggio avanzati). Tra i temi più trattati emergono il legal prompting, la previsione delle decisioni giudiziarie, l’etica e la compliance AI.
Anche in Italia, diverse università hanno avviato percorsi strutturati che intrecciano diritto e tecnologia.
L’Università di Genova propone il corso Artificial Intelligence and Law, mentre Roma Tre offre Diritto Pubblico delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale.
L’Università di Bologna ha attivato il Master in Artificial Intelligence for business, mentre l’Università di Pisa propone lo European Master in Law, Data and Artificial Intelligence.
A questi si affiancano la Cattedra di Diritto dell’Intelligenza Artificiale dell’Università Europea di Roma e il Master in Diritto dell’Intelligenza Artificiale di Roma Tor Vergata.
Percorsi diversi ma con un obiettivo comune: formare i giuristi del futuro, professionisti in grado di integrare l’AI nel proprio lavoro, potenziando il ragionamento giuridico attraverso competenze pratiche, critiche e interdisciplinari.
Nel mondo accademico l’AI non sostituisce il giudizio umano, ma può diventare un alleato prezioso per studenti e docenti.
Recenti esperimenti nelle principali law school statunitensi hanno dimostrato che l’AI può affrontare compiti complessi della formazione giuridica: sugli esami finali, se guidata da griglie di valutazione, le sue correzioni erano simili a quelle dei professori e, in alcuni casi, più coerenti, senza errori legati a stanchezza o bias inconsci.
Tool come LexHero supportano questa nuova visione: rendere l’AI un alleato strategico, etico e responsabile al servizio del ragionamento umano. Per gli studenti significa più tempo da dedicare a studio, ricerca e sviluppo del pensiero critico, integrando le tecnologie digitali nella formazione e nella futura professione legale.
L’AI nel diritto non è più il futuro: è il presente. Oggi la formazione giuridica non si misura solo in codici e manuali ma nella capacità di dialogare con strumenti intelligenti, facendo dell’AI un vero alleato del lavoro legale.