Nel V secolo a.C., quando la parola “trasparenza” non esisteva ancora, i Romani decisero di incidere le Leggi delle XII Tavole su lastre di bronzo e di esporle nel Foro, sotto gli occhi di tutti. Era il 451 a.C., e con quel gesto il diritto smise di essere un sapere arcano custodito solo dai ricchi patrizi e diventò finalmente pubblico, visibile e accessibile a tutti.
Quell’atto segnò la prima grande democratizzazione della conoscenza giuridica occidentale. Le leggi delle XII Tavole erano semplici, chiare e scritte in un linguaggio comprensibile a chiunque e riguardavano temi della vita quotidiana: la famiglia, la proprietà, i contratti, le dispute tra vicini. In pratica, una piattaforma open-source del diritto romano: semplici, chiare, universali.
Perché? Perché come allora, tutto nasce da una domanda semplice: e se il diritto non fosse più un privilegio, ma un sapere alla portata di tutti?
Oggi, quella stessa rivoluzione parla il linguaggio dell’AI
Duemilacinquecento anni dopo, la missione non è cambiata: rendere il diritto accessibile. Solo che oggi, invece del bronzo, usiamo il cloud.
Lexhero è la nuova tavola di bronzo digitale: un’unica piattaforma dove il linguaggio legale diventa chiaro, guidato da un’AI che traduce complessità in comprensione.
Così come le XII Tavole parlavano a tutti i cittadini, Lexhero parla anche a chi non ha mai aperto un codice ma deve comunque gestire contratti: il responsabile HR, l’imprenditore, il freelance.
E come le XII Tavole, questa piattaforma nasce per riportare il diritto dove deve stare: nelle mani di tutti.
Dal Foro Romano al cloud del XXI secolo, cambia il mezzo, ma non il messaggio: la conoscenza è potere, solo se è condivisa.