L’intelligenza artificiale e le neurotecnologie sono tra i temi principali della 34ª sessione del Consiglio ONU per i Diritti Umani, in corso a Ginevra dal 16 al 20 febbraio 2026.
Il cuore pulsante di questa sessione si sviluppa attraverso dibattiti tematici che intrecciano innovazione e emergenze globali, dall’intelligenza artificiale fino a sfide come cambiamenti climatici e inquinamento. L’AI non è più vista solo come uno strumento tecnologico, ma come una questione centrale di governance, responsabilità e tutela dei diritti fondamentali, con impatti concreti e sistemici sulle vite delle persone.
Il Comitato Consultivo, formato da 18 esperti indipendenti provenienti da diverse aree del diritto, della tecnologia e dei diritti umani, sta lavorando per comprendere come l’AI e le neurotecnologie possano influire su privacy, sicurezza dei dati, prevenzione delle discriminazioni, inclusione e buona governance.
Gli esperti ONU hanno già evidenziato rischi concreti legati all’AI: bias nei processi decisionali automatizzati, riduzione della trasparenza, uso improprio dei dati e difficoltà nell’attribuire responsabilità quando un sistema produce effetti giuridici rilevanti.
In risposta, il Comitato invita piattaforme e sviluppatori a integrare i principi dei diritti umani sin dalle prime fasi di progettazione, valutando rischi e benefici in maniera documentata e trasparente, così da rendere ogni sistema affidabile, sicuro e responsabile.
Queste raccomandazioni riflettono quanto indicato anche dalla Raccomandazione UNESCO sull’etica dell’AI, che sottolinea la necessità di trasparenza, tracciabilità, audit e governance inclusiva.
Nel mondo del legal tech, gestire questi rischi significa assicurare che ogni analisi contrattuale sia accurata, ogni clausola solida e ogni scelta completamente tracciabile. Qui entrano in gioco strumenti come LexHero, alleati concreti per professionisti, aziende e studi legali. Grazie a un database legale ufficiale e costantemente aggiornato, ogni clausola, riferimento normativo o citazione si basa su fonti verificate, riducendo il rischio di errori e garantendo documenti affidabili.
L’AI non sostituisce il professionista, ma automatizza i compiti ripetitivi e lo supporta, lasciando a lui il pieno controllo e la responsabilità delle decisioni. Questa combinazione di efficienza e responsabilità riflette esattamente ciò che l’ONU richiede ai sistemi AI: risultati rapidi, rispetto dei diritti fondamentali, chiarezza nei processi e possibilità di audit e supervisione.
Con LexHero, i principi ONU vengono applicati concretamente nella pratica quotidiana: la piattaforma automatizza la redazione di contratti e documenti legali senza sacrificare trasparenza, sicurezza dei dati o conformità normativa. Ogni documento diventa così coerente, preciso e conforme agli standard di governance e alle linee guida sui diritti umani.
La sessione ONU punta a un’AI responsabile, tracciabile e sicura, creando linee guida globali che coniugano etica, trasparenza e strumenti efficienti come LexHero.
Così, la tecnologia smette di essere un rischio e diventa un supporto concreto per un lavoro legale più sicuro, chiaro ed efficiente, affiancando il giudizio umano senza sostituirlo.